{"id":83,"date":"2020-04-07T07:37:30","date_gmt":"2020-04-07T07:37:30","guid":{"rendered":"https:\/\/antonioconcas.it\/?p=83"},"modified":"2020-04-11T13:36:03","modified_gmt":"2020-04-11T13:36:03","slug":"relazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antonioconcas.it\/?p=83","title":{"rendered":"Relazione 2007 (parte 1)"},"content":{"rendered":"<p>Care amiche\/i<\/p>\n<p>Si dice che Il Partito Democratico sia la pi\u00f9 grande intuizione politica degli ultimi venti anni. Molto probabilmente \u00e8 anche vero, credo altres\u00ec che ci siamo sbarazzati forse troppo frettolosamente dell\u2019Ulivo, e non ne abbiamo forse colto tutte le opportunit\u00e0 e quindi neanche i frutti, (considero un frutto avvelenato aver vinto le elezioni nel 2006 e aver dovuto governare in quelle condizioni).<\/p>\n<p>Cos\u00ec come considero inadeguato e insoddisfacente l\u2019operato del nostro partito in questi primi due anni di vita, credo che possiamo fare di meglio per almeno tentare di colmare il vaso pieno delle aspettative che quattro milioni di elettori avevano riposto in noi e nel nuovo partito.<\/p>\n<p>Credo sia doveroso porci qualche domanda: a partire dal perch\u00e9 il Pd ha deluso le aspettative che aveva suscitato, perdendo consensi e voti, invece di suscitarne di nuovi.<\/p>\n<p>Evidentemente i motivi sono molteplici: mancanza di una politica di radicamento sul territorio, di confronto con i ceti popolari, le categorie produttive. E\u2019 prevalsa spesso la suggestione mediatica alla definizione di una riconoscibile identit\u00e0 politica. E\u2019 successo perch\u00e9 la vocazione maggioritaria si \u00e8 ridotta alla scorciatoia del nuovismo politico, ma soprattutto, dopo aver fatto diventare la partecipazione popolare alle Primarie l\u2019elemento risolutore dei problemi di partecipazione, credo ricordiate tutti il giorno delle primarie a Pioltello con i seggi allestiti nei quartieri sotto i gazebi, dove si \u00a0\u00e8 scritta una delle pagine pi\u00f9 tristi della partecipazione collettiva, il voto di alcuni milioni di persone non \u00e8 stato sufficiente a permetterci di costruire un\u2019organizzazione plurale e aperta in grado di coinvolgerli.<\/p>\n<p>Il Partito democratico nasce per i giovani di oggi, per &#8220;fare nuova storia&#8221; come diceva Antonio Gramsci, non certo per dirimere dispute politiche di qualche decennio fa. Ai miei occhi \u00e8 una sfida straordinaria. Una grande opportunit\u00e0 per la sinistra italiana. Vogliamo che il PD sappia convincere e vincere. Avverto per\u00f2 che la nostra classe dirigente stenta nel ridefinire un recinto democratico, il nostro gruppo dirigente deve uscire dalle logiche della politica oligarchica e autoreferenziale\u00bb. \u00abO il nuovo partito sapr\u00e0 farsi strumento per consentire una risposta alla crisi della democrazia italiana oppure saremo tutti drammaticamente travolti da questa crisi\u00bb. Per me essere di sinistra vuol dire rispondere alle domande del mondo. La sinistra non \u00e8 un&#8217;enclave, n\u00e9 una rendita di posizione. La sfida politica non pu\u00f2 che avvenire in campo aperto, attorno a un progetto di cambiamento, per il governo delle cose. \u00c8 l&#8217;egemonia di cui parlava Gramsci. \u00c8 il lascito del Pci che, anche dall&#8217;opposizione, fu parte decisiva nella costruzione e della crescita della democrazia in Italia\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;idea del Partito democratico come fattore di razionalizzazione del campo di forze del centrosinistra mi pare anch&#8217;essa insufficiente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un partito vive se \u00e8 protagonista di una politica, se \u00e8 libero di progettare, se \u00e8 responsabile delle sue scelte davanti agli aderenti e agli elettori. Che fascino pu\u00f2 avere un partito che si propone solo come mediatore tra alleati?\u00bb. Ma il punto resta la lunga stagione di crisi della democrazia, che ha fatto svanire l&#8217;ottimistica prospettiva di una sua inarrestabile espansione: Fanatismo e ideologie tra l\u2019altro possono riempire i vuoti di democrazia.<\/p>\n<p>La mercatizzazione crescente delle relazioni tra gli uomini ha rotto il compromesso democratico che il socialismo aveva imposto al capitalismo industriale, e l&#8217;economia globale sta travolgendo la sovranit\u00e0 della politica: c&#8217;\u00e8 questo all&#8217;origine della crisi di fiducia dei cittadini. Il PD deve essere il vettore di una nuova idea di sovranit\u00e0 democratica. L\u2019Italia ha bisogno di una riscossa civica e noi dobbiamo esserne i protagonisti.\u00a0Per questo vogliamo lavorare ad un partito popolare, laico, riformista. Un partito per l\u2019uguaglianza, la solidariet\u00e0, il merito, la giustizia sociale. Un partito che rappresenti e che si faccia carico delle aspettative delle giovani generazioni. Un partito che sia dalla parte di tante donne che ancora cercano opportunit\u00e0.\u00a0Un partito che si riconosca come comunit\u00e0 di valori, idee e persone.\u00a0Spero che nel nuovo partito ci si possa trovare insieme guardando al futuro e non per il passato.<\/p>\n<p>Purtroppo, per\u00f2, quando si scriveranno i libri di storia, il ventennio passato sar\u00e0 ricordato come l\u2019era di Berlusconi, non come quello dell&#8217;Ulivo. Ritengo quindi piuttosto velleitario pensare di incidere senza una forza capace di grandi numeri, del resto, il potere reale nel frattempo \u00e8 rimasto saldamente nelle mani del salotto buono del capitalismo italiano, ricco di relazioni e povero di capitali\u00bb. Per questo il Partito democratico pi\u00f9 che un&#8217;opportunit\u00e0 e un dovere: Nessun riformismo pu\u00f2 essere basato su lavori precari e vite da scarto, quelle vite operaie che sempre pi\u00f9 frequentemente sono perdute in luoghi di lavori sempre pi\u00f9 spesso insicuri, dopo le ubriacature da mercato degli anni 90 dove si \u00e8 teorizzato che sarebbe bastato l\u2019effetto regolatore dello stesso, io penso si debba intervenire innanzitutto facendo in modo che i lavoratori possano mettere le mani nei profitti delle aziende, senza dover condannare i poveri metalmeccanici a dover salire sulle gru sui tetti e ad esercitarsi in mille attivit\u00e0 ad alto rischio purch\u00e8 dotate di audience chiamando in causa anche il sindacato ricordando che i temi e i rapporti sono molto cambiati.<\/p>\n<p>Noi siamo un paese che merita di pi\u00f9, anche in presenza di un tessuto connetivo del paese molto debole che senza le opportune riforme rischia pesantemente di fronte ai temi che la globalizzazione ci propone inesorabilmente di sprofondare.<\/p>\n<p>E&#8217; a rischio la coesione del Paese, e si evidenzia infatti non solo nell&#8217;antico squilibrio tra Sud e Nord, ma nell\u2019intera organizzazione sociale: tra un\u2019aristocrazia economica da una parte e classi medie impaurite dall&#8217;altra, tra chi si arricchisce con le rendite e chi s\u2019impoverisce lavorando,tra chi scommette sul futuro e chi recinta l\u2019esistente.<\/p>\n<p>Altro elemento si evidenzia con l&#8217;indebolimento del lavoro, in netto contrasto con la sua rilevanza nell&#8217;economia della conoscenza. Le conseguenze si sono sentite sui redditi dei lavoratori dipendenti, rimasti bloccati in termini reali, sulle donne trattate spesso come anello debole, e sui giovani che hanno subito una precarizzazione senza diritti, oppure con le inaccettabili morti bianche, \u00e8 venuta meno quella dignit\u00e0 del lavoro che la Costituzione pone a fondamento della cittadinanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care amiche\/i Si dice che Il Partito Democratico sia la pi\u00f9 grande intuizione politica degli ultimi venti anni. 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