{"id":149,"date":"2020-05-03T09:35:44","date_gmt":"2020-05-03T09:35:44","guid":{"rendered":"https:\/\/antonioconcas.it\/?p=149"},"modified":"2020-05-03T09:35:44","modified_gmt":"2020-05-03T09:35:44","slug":"continuazione-seminario-tenuto-da-vittorio-moioli-settembre-1998-nella-sede-del-pds-di-pioltello-segretario-antonello-concas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antonioconcas.it\/?p=149","title":{"rendered":"Continuazione: Seminario tenuto da Vittorio Moioli \u2013 Settembre 1998 -Nella sede del PDS di Pioltello Segretario Antonello Concas"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Tema della riflessione: (Parte 2)<\/strong><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u201c<strong>Il faticoso cammino del movimento socialista<br \/>\n<\/strong><strong>e la mancata rivoluzione in Occidente<\/strong>\u201d.<br \/>\n<strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><strong>Seminario tenuto da Vittorio Moioli<br \/>\nSettembre 1998 <\/strong><\/h3>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>Nella sede del PDS di Pioltello Segretario Antonello Concas<\/strong><\/h2>\n<p><strong>1849<\/strong><\/p>\n<p>A <u>Brescia<\/u> si svolgono le \u201cdieci giornate\u201d nel corso delle quali perdono la vita numerosi\u00a0 muratori, tipografi, vetturali, falegnami, calzolai, sarti e cucitrici.<\/p>\n<p>A <u>Pinerolo<\/u> sorge la Societ\u00e0 Generale degli Operai la quale rappresenta il primo germe della cooperazione di consumo.<\/p>\n<p>Prima della fine del \u201849 , in <u>Italia<\/u> come nel resto d\u2019Europa, il grande movimento insurrezionale subisce una sconfitta.<\/p>\n<p>Inferocite per il pericolo corso, le forze reazionarie non si limitano a ripristinare la situazione antecedente al \u201848, ma la aggravano con una serie di misure tendenti a rendere pi\u00f9 solido il loro dominio.<\/p>\n<p>Unico tra gli Stati italiani, il Piemonte non si presta alla reazione che imperversa ovunque, anzi accoglie gli esuli politici diventando cos\u00ec centro di organizzazione delle forze impegnate nel conseguimento dell\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli strati popolari risultano per\u00f2 tagliati fuori da questo blocco politico. Il popolo non sembra avere infatti ancora coscienza della sua funzione autonoma nei confronti della borghesia la quale, nonostante fossero i lavoratori e i popolani a scendere in piazza, rimase classe dirigente del movimento quasi ovunque.<\/p>\n<p>In Piemonte, i liberali accrescono il loro prestigio approvando leggi limitative dell\u2019influenza clericale e abrogando le pene che i cittadini subivano allorquando non partecipavano alle funzioni religiose. Hanno cos\u00ec inizio quelle lotte tra lo Stato liberale e la Chiesa che si protrarranno per molti anni.<\/p>\n<p>Il Vaticano, da parte sua, diventa sempre pi\u00f9 fieramente reazionario.<\/p>\n<p><strong>1850<\/strong><\/p>\n<p>Si riuniscono a <u>Torino<\/u> i rappresentanti delle Societ\u00e0 di mutuo soccorso di Pinerolo, Cale, Tortona, Novi Ligure e Torino. Esse costituiscono la prima formazione operaia moderna, loro compito istituzionale \u00e8 l\u2019assistenza esercitata per mezzo della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Giuseppe Ferrari e Carlo Pisacane rappresentano l\u2019unico <u>socialismo risorgimentale<\/u> di cui si possa parlare negli anni successivi alla sconfitta dei moti del \u201848.<\/p>\n<p><strong>1852<\/strong><\/p>\n<p>Lo <u>Stato Pontificio<\/u>, dietro l\u2019incalzare del processo di industrializzazione, ricostruisce i corpi d\u2019arte e mestieri. Gi\u00e0 nel medioevo la Chiesa aveva dominato il mondo del lavoro attraverso le corporazioni che vennero soppresse nel 1801, proprio perch\u00e9 considerate un\u2019ostacolo allo sviluppo dell\u2019industria.<\/p>\n<p><strong>1853<\/strong><\/p>\n<p>Viene costituita a New York, negli <u>Stati Uniti<\/u>, l\u2019American Worker\u2019s Alliance (Alleanza dei lavoratori).<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 congresso delle <u>Societ\u00e0 operaie<\/u> di mutuo soccorso si svolge ad Asti. Sono presenti 30 Societ\u00e0 di cui 4 femminili. L\u2019assise delibera di richiedere al governo l\u2019istituzione delle scuole serali e domenicali; di sancire nel regolamento di ogni Societ\u00e0 operaia l\u2019obbligo per ogni socio di frequentarle; di presentare petizioni al parlamento, al governo e ai municipi per l\u2019estensione dell\u2019istruzione elementare; di incoraggiare con premi ai padri di famiglia la frequenza delle scuole elementari da parte dei fanciulli. Vengono inoltre affrontate le questioni dell\u2019invalidit\u00e0 e della vecchiaia e dell\u2019assistenza alle vedove e agli orfani degli operai. Una commissione viene incaricata di studiare la possibilit\u00e0 di fondare casse di pensione e asili di ritiro per gli invalidi al lavoro.<\/p>\n<p>Nelle industrie tessili, le pi\u00f9 sviluppate a quel tempo in Piemonte, le ore di lavoro giornaliere vanno da un minimo di otto (orario che si riscontrava solo in casi eccezionali) a un massimo di tredici-quattordici (caso invece che costituiva la normalit\u00e0) e si fa largo impiego del lavoro dei fanciulli.<\/p>\n<p>Su questi problemi e sul modo di affrontarli, gi\u00e0 nel primo congresso delle Societ\u00e0 operaie si discute molto; si tratta di una discussione che seguiter\u00e0 a riproporsi per decenni in quasi tutti i congressi operai.<\/p>\n<p>Mentre ad Asti \u00e8 in corso il congresso, giunge notizia di manifestazioni contro il governo che si stavano svolgendo a Torino. Viene allora votato un ordine del giorno in cui i congressisti dichiarano di \u201c<em>disapprovare siffatte manifestazioni<\/em> \u201d.<\/p>\n<p><strong>1854<\/strong><\/p>\n<p>2\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie di mutuo soccorso ad <u>Alessandria<\/u>. Il numero delle societ\u00e0 aderenti sale a cinquanta.<\/p>\n<p>A maggioranza viene deciso che le Societ\u00e0 operaie non devono ingerirsi \u201c<em>in atti di pertinenza del governo<\/em> \u201d. E\u2019 questa una formula che verr\u00e0 usata ogni qualvolta nei congressi verranno sollevate questioni di carattere politico. Viene altres\u00ec proposto di estendere il principio cooperativo al settore edilizio per risolvere la questione delle abitazioni. Si tratta dei primi tentativi di realizzare un cooperativismo di produzione il cui scopo, o ambizione, \u00e8 quello di voler emancipare gli operai dal capitale, rendendo cos\u00ec loro stessi capitalisti attraverso le loro associazioni.<\/p>\n<p>Seppure queste Societ\u00e0 siano operaie, ai loro congressi, salvo la presenza di qualche artigiano, partecipano quasi esclusivamente esponenti intellettuali. Vano sarebbe stato il tentativo di trovarvi una rappresentanza diretta dei lavoratori manuali. Nel loro seno, infatti, hanno peso i \u201c<em>soci onorari<\/em> \u201d che sono \u201c<em>borghesi<\/em> \u201c, i quali pagano la quota di associazione e non ricevono i sussidi e hanno quindi una veste di patroni e benefattori. Queste organizzazioni risultano dunque oggettivamente influenzate e condizionate dal paternalismo progressivo dei liberali.<\/p>\n<p><strong>1855<\/strong><\/p>\n<p>Partecipazione del <u>Piemonte<\/u> alla guerra di Crimea.<\/p>\n<p>3\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie di mutuo soccorso a <u>Genova<\/u>.<\/p>\n<p><strong>1856<\/strong><\/p>\n<p>Le <u>filande lombarde<\/u> sono 3.088. Nel corso di mezzo secolo esse hanno raddoppiato l\u2019impiego della manodopera: da 33.000 occupati si \u00e8 passati a 78.000 di cui la met\u00e0 sono ragazze.<\/p>\n<p>4\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie a <u>Vigevano<\/u>.<\/p>\n<p>Ad <u>Altare<\/u> (Savona), 86 operai costituiscono la prima cooperativa di produzione.<\/p>\n<p><strong>1857<\/strong><\/p>\n<p>Spedizione suicida di Carlo Pisacane a <u>Sapri<\/u> contro i borboni.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>5\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie di mutuo soccorso a <u>Voghera<\/u>. In apertura, Giovanni Mollino, presidente della Societ\u00e0 di Voghera, afferma: \u201c<em>Non sono le leggi agrarie, non i falansteri dei comunisti che possono rendere felice l\u2019operaio, n\u00e9 altre esagerazioni di tal fatta&#8230; <\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nei congressi piemontesi, sulla componente filo-governativa, che avrebbe voluto limitare l\u2019attivit\u00e0 delle societ\u00e0 operaie al campo puramente assistenziale, e su quelle radicali, mazziniane o addirittura socialisteggianti,\u00a0 prevaleva un illuminato paternalismo liberale.<\/p>\n<p><strong>1858<\/strong><\/p>\n<p><u>Accordo di Plombi\u00e8res<\/u> tra Cavour e Napoleone III che prevede l\u2019allontanamento dell\u2019Austria dal Lombardo-Veneto e la creazione di tre regni ciascuno dei quali avrebbe occupato una delle grandi sezioni geografiche della penisola (il nord, il centro e il sud) lasciando al papa la sovranit\u00e0 di Roma.<\/p>\n<p>6\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie di mutuo soccorso a <u>Vercelli<\/u>.<\/p>\n<p><strong>1859\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Sollevazioni patriottiche in <u>Italia<\/u>.<\/p>\n<p>Con la 2a guerra d\u2019indipendenza, che ha termine con la pace di Zurigo, la Lombardia viene annessa al Piemonte. A favore di questa annessione si pronunciano le assemblee dell\u2019Italia centrale che sono elette su base rigidamente censitaria. Si compie cos\u00ec un passo decisivo verso l\u2019unificazione.<\/p>\n<p>7\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie di mutuo soccorso a <u>Novi Ligure<\/u>. Ad esso partecipa una rappresentanza delle societ\u00e0 operaie milanesi che viene accolta da un entusiasmo generale. Quando viene proposta l\u2019apertura di una sottoscrizione per \u201c<em>il milione di fucili<\/em>\u00a0 \u201c lanciata da Garibaldi, Stefano Boldrini esprime la sua opposizione denunciando il carattere politico della proposta. Nonostante questa avversione, alla fine la proposta viene approvata.<\/p>\n<p>A <u>Torino<\/u> nasce la cooperativa di produzione Stamperia dei Compositori.<\/p>\n<p><strong>1859-1860<\/strong><\/p>\n<p>Tra l\u2019ottobre 1859 e l\u2019ottobre 1860, in <u>Italia<\/u>,\u00a0 avviene la fusione doganale di tutto il paese e l\u2019economia supera finalmente le vecchie barriere aprendosi alla complementariet\u00e0 e alla specializzazione internazionale. Gli uomini della destra liberale, i quali hanno svolto un\u2019energica azione economica ai fini del conseguimento del mercato nazionale, ottengono cos\u00ec l\u2019agognato successo.<\/p>\n<p><strong>1860<\/strong><\/p>\n<p>I rivolgimenti avvenuti nell\u2019<u>economia mondiale<\/u> hanno fatto s\u00ec che nel \u201860 il commercio internazionale raggiungesse la cifra di 30 miliardi di marchi. Si tenga presente che nel 1800 il giro degli scambi ammontava a soli 6 miliardi e che nel 1850 raggiungeva i 17.<\/p>\n<p>In <u>Inghilterra<\/u> le Societ\u00e0 di mutuo soccorso vantano la loro sede principale a Londra e la loro organizzazione poggia gi\u00e0 su una complessa impalcatura burocratica.<\/p>\n<p>In <u>Germania<\/u>, dopo il \u201860, si diffondono le Banche Popolari dello Schultze, le Casse rurali del Raiffeisen, le cooperative di consumo del Huber, cio\u00e8 tutti filantropi conservatori. Ai fini dell\u2019insegnamento professionale sorgono anche le societ\u00e0 per la cultura degli operai.<\/p>\n<p>Su iniziativa del vescovo di Magonza, il barone Ketteler, intenzionato a rafforzare l\u2019egemonia sui lavoratori, a partire dai primi anni \u201860, specie in Renania, sorge una intensa rete organizzativa del movimento cattolico. Per Ketteler la questione operaia non \u00e8 una questione di diritti degli operai, ma una \u201c<em>questione di carit\u00e0<\/em> \u201d. Egli si propone di attirare alla Chiesa le masse per farsene forza contro lo Stato e, blandendo nello stesso tempo il principio corporativo, tenta di opporre una diga al crescente movimento operaio marxista.<\/p>\n<p>In <u>Italia<\/u> avviene l\u2019annessione al Regno di Sardegna della Toscana, dei Ducati emiliani e delle Legazioni. Essa viene preceduta da plebisciti accuratamente preparati.<\/p>\n<p>Da Genova parte la spedizione dei Mille. Giunto ad Alcamo, in Sicilia, Garibaldi emana prima il decreto di abolizione della tassa sul macinato, poi quelli riguardanti la spartizione delle terre comunali tra i contadini e la divisione dei beni ecclesiastici. A questi provvedimenti seguiranno successivamente le spedizioni punitive dell\u2019esercito piemontese contro i contadini meridionali alle quali parteciper\u00e0 lo stesso garibaldino Nino Bixio. Dopo le repressioni del movimento democratico nelle campagne verr\u00e0 restaurato l\u2019ordine.<\/p>\n<p>La borghesia, nel corso del \u201c<em>risorgimento<\/em> \u201c, non rompe affatto con le vecchie forze feudali, ma scende a compromesso con una parte di esse, in particolare con i grossi proprietari terrieri del Sud. La famosa frase che Tomasi di Lampedusa mette in bocca al giovane Tancredi nel \u201c<em>Gattopardo<\/em> \u201d (\u201d<em>Se vogliamo che tutto rimanga come \u00e8, bisogna che tutto cambi<\/em> \u201d) esprime assai bene ci\u00f2 che di fatto avvenne in quegli anni. Si tenga presente che nel periodo in cui si realizza l\u2019unificazione d\u2019Italia gli elettori sono un numero esiguo, appena 600.000, e solo il 60% di essi si reca alle urne.<\/p>\n<p>A differenza di altri Stati europei, in Italia il <u>progresso economico<\/u> incontra maggiori difficolt\u00e0 e anche per questa ragione i contrasti di classe divengono necessariamente pi\u00f9 aspri.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>8\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie a <u>Milano<\/u>.<\/p>\n<p>Nella sala in cui ha svolgimento viene esposto uno striscione che recita: \u201c<em>A voi che col core, la mente incoraggiate l\u2019industria, assicurate il lavoro, l\u2019operaio solerte, riconoscente<\/em> \u201d, il che voleva essere un atto di ossequio nei confronti della borghesia.<\/p>\n<p>Al congresso si discute delle condizioni igieniche nelle fabbriche, degli scioperi, dell\u2019arbitrato nelle vertenze fra operai e padroni, della base professionale e dell\u2019organizzazione delle stesse societ\u00e0 operaie. Pur non approvando le multe propinate dai padroni in occasione delle agitazioni operaie, il congresso giudica lo sciopero una forma di lotta immorale ed esprime il voto che questa \u201c<em>calamit\u00e0<\/em> \u201d (cio\u00e8 lo sciopero) venga a cessare \u201c<em>merc\u00e9 il progresso dell\u2019istruzione dell\u2019operaio<\/em> \u201d. Quanto al suo miglioramento materiale, l\u2019idea fondamentale che anima i congressisti \u00e8 quella di far salire \u201c<em>poco alla volta l\u2019operaio al grado di capitalista<\/em> \u201d per mezzo del credito, del risparmio e della associazione.<\/p>\n<p>Il congresso esprime il voto che sia riformata la legge elettorale in modo che la classe operaia abbia la giusta parte nella nomina dei deputati.<\/p>\n<p>Tutti i congressisti si esprimono per un omaggio a Vittorio Emanuele e per un elogio a Garibaldi \u201c<em>invitto capitano, sorto dalle file del popolo a capo d\u2019imperterriti volontari<\/em> \u201d. L\u2019assise si chiude con un impegno di patriottismo e di lealismo monarchico da parte degli operai.<\/p>\n<p><strong>1860-1865<\/strong><\/p>\n<p>In questo quinquennio, in <u>Italia<\/u>, sorgono il Lanificio Rossi di Schio, il Cotonificio Cantoni, il Linificio e Canapificio Nazionale, la Richard Gnori, la Pirelli, la Cirio. Non si pu\u00f2 comunque ancora parlare di una struttura industriale organizzata giacch\u00e9 il decollo industriale del Paese avr\u00e0 luogo pi\u00f9 tardi, cio\u00e8 verso la fine del secolo.<\/p>\n<p>Nel \u201860 cinque banche, tra quelle degli ex Stati, vengono promosse a istituti di emissione su base nazionale. Esse sono: la Banca Nazionale del Regno d\u2019Italia, la Banca Nazionale Toscana, la Banca Toscana di Credito, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. E\u2019 da notare l\u2019assenza di istituti di credito del Nord.<\/p>\n<p><strong>1861<\/strong><\/p>\n<p>Il 14 marzo viene proclamato il <u>regno<\/u> d\u2019Italia. Il 17 marzo Vittorio Emanuele II diviene re. Con la realizzazione dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia il compromesso tra i gruppi dirigenti borghesi e le classi reazionarie rurali viene perfezionato.<\/p>\n<p>Immediatamente dopo l\u2019unificazione vengono avanzate proposte di decentramento amministrativo tendenti a garantire le autonomie a livello locale e regionale, ma queste istante vengono affossate e al loro posto viene adottato un progetto di accentramento che poggia sulla istituzione del prefetto. Tutti i responsabili locali dell\u2019amministrazione scolastica diventano di nomina regia e nel sistema giudiziario al pubblico ministero viene fatto assumere un ruolo simile a quello svolto dal prefetto nell\u2019ambito amministrativo. Viene anche introdotta la leva obbligatoria.<\/p>\n<p>9\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie a <u>Firenze<\/u>.<\/p>\n<p>Nell\u2019assise si fronteggiano due tendenze ben definite: i mazziniani, decisi a dare battaglia per portare il movimento operaio sul terreno dell\u2019opposizione politica, e l\u2019ala pi\u00f9 conservatrice dei moderati piemontesi, decisa invece a mantenere fuori della politica le societ\u00e0 operaie.<\/p>\n<p>Mazzini, da Londra, accetta la carica di presidente o di socio onorario di molte societ\u00e0 operaie, dal momento che a lui preme la costituzione di un\u2019organizzazione operaia unitaria nazionale, in funzione antimonarchica e antigovernativa.<\/p>\n<p>L\u2019assemblea congressuale, nonostante i democratici continuino a considerare \u201c<em>funesto per gli operai ogni sciopero e ogni mezzo violento<\/em> \u201d, fa proprie due rivendicazioni fondamentali: l\u2019aumento dei salari e la riduzione delle ore di lavoro, congiuntamente, e poi il principio che \u201c<em>le questioni politiche non sono estranee<\/em> \u201d alle societ\u00e0 operaie. Questo per\u00f2 avviene quando gi\u00e0 pi\u00f9 della met\u00e0 dei delegati ha abbandonato i lavori. Si verifica a quel punto la prima scissione nella storia del movimento operaio. I democratici mazziniani strappano il consenso della maggioranza dei presenti su due questioni fondamentali: l\u2019unificazione delle societ\u00e0 operaie in un organismo a base nazionale e la rivendicazione del suffragio universale. Oltretutto, essi riescono a far adottare dal congresso \u201c<em>I doveri\u00a0 dell\u2019uomo<\/em> \u201d di Mazzini.<\/p>\n<p>Ribadita la condanna dello sciopero, i conflitti di lavoro, a parere dei congressisti,\u00a0 avrebbero dovuto essere risolti da un collegio di \u201c<em>uomini probi<\/em> \u201d. Si faceva cos\u00ec avanti la speranza che, fatta l\u2019Italia, anche la \u201c<em>questione sociale<\/em> \u201d avrebbe potuto essere risolta pacificamente. La vittoria dei mazziniani, in quell\u2019occasione, era dunque stata completa.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 operaia di Torino, dissidente, dirama a quel punto un appello che definisce \u201c<em>nullo e illegale<\/em> \u201d il congresso di Firenze. I moderati piemontesi si riuniscono quindi in congresso ad Asti, ma anzich\u00e9 decretare la rottura, tornano opportunisticamente a riaggregarsi alla \u201c<em>congrega<\/em> \u201d mazziniana.<\/p>\n<p>Nel Mezzogiorno d\u2019Italia, intanto, spodestato il <u>Borbone<\/u> e minacciato il potere del Vaticano, attraverso lo sfruttamento della miseria contadina e l\u2019utilizzo dell\u2019atavica protesta delle popolazioni contro l\u2019ingiustizia, la corruzione e la prepotenza viene alimentato il brigantaggio.<\/p>\n<p><strong>1862 <\/strong><\/p>\n<p>In <u>Germania<\/u>, Ferdinando Lassalle d\u00e0 vita a un movimento operaio organizzato. Le sue posizioni sono essenzialmente riformiste e confidano nel paternalismo dello Stato prussiano.<\/p>\n<p>In <u>Italia<\/u>, l\u2019analfabetismo risulta elevatissimo: su 23 milioni di abitanti, 17 milioni non sanno n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere. Il fenomeno investe il 47% dei piemontesi, il 57% dei lombardi, l\u201988% dei napoletani e il 92% dei siciliani.<\/p>\n<p>L\u2019incontro tra Nord e Sud, determinato dall\u2019unificazione, si traduce di fatto in uno scontro fra due mondi profondamente diversi per struttura economica e per mentalit\u00e0 sociale. Il divario, infatti, affonda le sue radici molto indietro nel tempo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Lo Stato<\/em>\u00a0 &#8211; scrive Guido Dorso &#8211; <em>non si form\u00f2 negli animi dei cittadini, per poi affiorare, a mano a mano che la maturazione si completava, ma si estese dal Piemonte alle altre regioni italiane, attraverso una serie di aggiramenti, di compromessi<\/em> \u201d.<\/p>\n<p>Nei governi dei primi anni del regno non solo manc\u00f2 il coraggio di gettare le basi di una solida finanza che creasse un grande mercato, ma addirittura un qualsiasi intuito di politica economica.<\/p>\n<p>Le <u>Societ\u00e0 di mutuo soccorso<\/u> sono diventate 408. All\u2019indomani dell\u2019unificazione, infatti, esse subiscono un notevole incremento e gli aderenti non mancano di portare in esse la problematica delle loro condizioni di lavoro, soprattutto relativamente alle questioni del salario e dell\u2019orario.<\/p>\n<p>La classe operaia inizia cos\u00ec la trasformazione delle Societ\u00e0 di mutuo soccorso in \u201c<em>leghe di resistenza<\/em> \u201d. Lo sciopero diventa un mezzo ordinario di lotta e la lega \u00e8 chiamata a fornire agli operai i mezzi per resistere alla disoccupazione imposta dalle agitazioni.<\/p>\n<p><strong>1863<\/strong><\/p>\n<p>Il 10\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie si svolge a <u>Parma<\/u>. Nel corso della sua preparazione i moderati scatenano un\u2019offensiva e invitano le Societ\u00e0 operaie a disertare l\u2019assise. Di fatto, all\u2019appuntamento si presenta solo la met\u00e0 delle organizzazioni e mentre si determina in via definitiva la scissione che gi\u00e0 si era delineata al congresso di Firenze, per i mazziniani quella conseguita due anni prima si rivela una vittoria di Pirro.<\/p>\n<p><strong>1864<\/strong><\/p>\n<p>In <u>Germania<\/u> si riuniscono a congresso gli operai socialisti.<\/p>\n<p>Il 28 settembre a Londra, in una riunione che si tiene nella Saint Martin\u2019s Hall, Long Acre, su iniziativa del London Trade Council e del Comitato Operaio di Parigi, viene costituita la <u>1a Internazionale<\/u>. Vi\u00a0 partecipano, oltre agli inglesi e ai francesi, i rappresentanti tedeschi, italiani, svizzeri, irlandesi e polacchi. La maggioranza dei presenti \u00e8 costituita da esiliati.<\/p>\n<p>Marx, invitato a partecipare in rappresentanza degli operai tedeschi, indica un operaio come oratore al comizio mentre egli assiste \u201c<em>come personaggio muto<\/em> \u201d (cos\u00ec riferir\u00e0 Engels nei suoi resoconti). Sar\u00e0 comunque lui a redigere l\u2019indirizzo e lo Statuto.<\/p>\n<p>Accanto alla corrente tradeunionista convivono quella marxiana, appunto, e poi quella proudhoniana e quella anarchica.<\/p>\n<p>Prendendo visione del Regolamento delle Societ\u00e0 Operaie italiane, <u>Marx<\/u> definir\u00e0 queste organizzazioni delle \u201c<em>beneficae societates<\/em> \u201d.<\/p>\n<p>Michail <u>Bakunin<\/u> si trasferisce in Italia. Il capo degli anarchici considera la propriet\u00e0 privata come una conseguenza dell\u2019autorit\u00e0 dello Stato, perci\u00f2 propone la lotta \u201c<em>sociale<\/em> \u201d ed esclude la lotta \u201c<em>politica<\/em> \u201d. Di lui si dir\u00e0 che \u201c<em>disprezza ogni dottrinarismo e non conosce che la scienza della distruzione; ignora la classe operaia e confida invece sulla rivolta contadina. Non a caso egli fa l\u2019apologia del brigantaggi<\/em>o \u201d.<\/p>\n<p>In <u>Italia<\/u>, si registrano agitazioni e scioperi a cui, per lo pi\u00f9, le societ\u00e0 operaie si rivelano estranee. Queste lotte, infatti, sono il frutto dell\u2019iniziativa spontanea delle masse lavoratrici e dimostrano la vitalit\u00e0 della classe operaia. Col crescere del movimento le Societ\u00e0 di mutuo soccorso si trasformano sempre pi\u00f9 in leghe di resistenza, anzi, come tali ne crescono di sana pianta.<\/p>\n<p>11\u00b0 congresso delle Societ\u00e0 operaie a <u>Napoli<\/u> che \u00e8 scarsamente frequentato e nel corso del quale viene approvato lo statuto, cio\u00e8 il famoso \u201c<em>Atto di fratellanza delle societ\u00e0 operaie italiane<\/em> \u201d. Passeranno sette anni prima che si celebri il congresso successivo.<\/p>\n<p><strong>1865<\/strong><\/p>\n<p>Si verifica il <u>colera<\/u> che provoca molti morti fra gli strati sociali pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p><strong>1866<\/strong><\/p>\n<p>A <u>Ginevra<\/u> si svolge il 1\u00b0 congresso dell\u2019Internazionale comunista in occasione del quale si verifica il contrasto tra le posizioni dei proudhoniani e quelle di Marx.<\/p>\n<p>In <u>Germania<\/u>, in forza di un calcolo \u201c<em>bonapartistico <\/em>\u201d di Bismarck, viene introdotto il suffragio universale.<\/p>\n<p>A Baltimora, negli <u>Stati Uniti<\/u>, nasce la National Labor Union, prima organizzazione degli operai americani con carattere spiccatamente riformista.<\/p>\n<p>Terza guerra d\u2019indipendenza. Il Veneto\u00a0 viene annesso all\u2019<u>Italia<\/u>.<\/p>\n<p><strong>1867<\/strong><\/p>\n<p>Secondo congresso dell\u2019Internazionale a <u>Losanna<\/u> nel quale l\u2019opposizione dei proudhoniani nei confronti di Marx prende ulteriore consistenza.<\/p>\n<p>Pubblicazione del primo libro de \u201c<em><u>Il capitale<\/u><\/em> \u201d.<\/p>\n<p><strong>1868<\/strong><\/p>\n<p>In settembre, a <u>Bruxelles,<\/u> ha luogo il 3\u00b0 congresso dell\u2019Internazionale.<\/p>\n<p>Superato ormai il periodo formativo, essa \u00e8 divenuta una grande organizzazione e punto di riferimento di un attivo movimento operaio internazionale.<\/p>\n<p>In questo congresso, i marxisti sconfiggono i proudhoniani sulla politica agraria: mentre i primi combattevano il modo di produzione contadino, causa la sua scarsa efficacia, e perseguivano la nazionalizzazione della terra, questi ultimi consideravano ideale la forma di vita del contadino; per loro, il fatto che questi producesse il suo grano con pi\u00f9 lavoro di quello impiegato dalla grande azienda, perdeva importanza in confronto agli alti valori morali di quella forma di vita.<\/p>\n<p>Due mesi prima, Bakunin aveva dato l\u2019assalto al \u201c<em>comunismo autoritario tedesco<\/em> \u201d, rappresentato soprattutto da Marx, ma il suo tentativo si era rivelato un insuccesso. Non rassegnato, egli fonda l\u2019Assemblea Internazionale della Democrazia Socialista, che ha sede a Ginevra, nel cui seno si sviluppa una setta massonica: l\u2019Alleanza Fraterna Segreta o Fratellanza Segreta. Questa setta, presente soprattutto in Svizzera, vanta importanti diramazioni in Italia e in Spagna.<\/p>\n<p>Il <u>governo italiano<\/u> ripristina ed estende su tutto il regno la tassa sul macinato che Garibaldi aveva soppresso. Esplode il malcontento popolare che si manifester\u00e0 anche nel corso del \u201869.<\/p>\n<p>A Bologna scoppia il primo sciopero generale di protesta con serrata dei negozi e subito questo esempio viene seguito in altre citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il carattere di classe del nuovo Stato si esprime anche con la repressione delle proteste popolari: nell\u2019anno si contano 257 morti, 1099 feriti, 3788 arresti.<\/p>\n<p><strong>1869<\/strong><\/p>\n<p>Quarto congresso, a <u>Basilea,<\/u> dell\u2019Internazionale che \u00e8 al culmine della sua forza. In quest\u2019assise esplode il dissenso tra Marx e Bakunin. La corrente anarchica capeggiata da quest\u2019ultimo, la cosiddetta \u201c<em>Alleanza della democrazia socialista<\/em> \u201d, si ribella al Consiglio di Londra.<\/p>\n<p>L\u2019anarchismo di Bakunin rifiutava la lotta politica organizzata e puntava sull\u2019iniziativa di gruppi che, per mezzo della violenza e del terrorismo, avevano il compito di sovvertire il sistema esistente.<\/p>\n<p>Bakunin teorizzava la separazione della lotta economica dalla lotta politica; lo Stato non era, a suo dire, lo strumento di dominio della classi dominanti, ma al contrario lo stesso capitale aveva origine dall\u2019oppressione statale. Tutta la sua predicazione rivoluzionaria si basava quindi sulla necessit\u00e0 di distruggere lo Stato, di non riconoscerlo e di non partecipare alle lotte politiche.<\/p>\n<p>Bakunin vuole che venga sancita l\u2019abolizione del principio di ereditariet\u00e0, mentre Marx la ritiene inutile perch\u00e9, a suo giudizio, \u00e8 la propriet\u00e0 privata che deve essere pregiudizialmente eliminata. La tesi di Bakunin prevale tra i congressisti senza per\u00f2 ottenere ufficialmente la maggioranza.<\/p>\n<p>Ad Eisenach, in <u>Germania<\/u>, viene fondato il Partito socialdemocratico tedesco che risulta essere il primo partito operaio nazionale.<\/p>\n<p>A <u>Filadelfia<\/u>, negli Usa, sotto forma di setta, nasce il Nobile Ordine dei Cavalieri del Lavoro.<\/p>\n<p>In <u>Italia<\/u>, intanto, le Societ\u00e0 di mutuo soccorso sono diventate 771. Di riscontro alla crisi di egemonia del mazzianesimo, che dopo aver debellato il predominio dei moderati era rimasto momentaneamente \u201c<em>padrone del campo<\/em> \u201d, si fa avanti un altro ben pi\u00f9 temibile soggetto politico destinato a influenzare le Societ\u00e0 operaie: il movimento bakuninista.<\/p>\n<p><strong>1870<\/strong><\/p>\n<p>In <u>Spagna<\/u> viene fondata l\u2019Alleanza della democrazia socialista (internazionalisti) che \u00e8 legata all\u2019alleanza bakuniniana.<\/p>\n<p>Il <u>Vaticano<\/u> proclama l\u2019infallibilit\u00e0 del Papa.<\/p>\n<p>Il 20 settembre <u>Roma<\/u> viene conquistata dai bersaglieri dell\u2019esercito italiano e diventa capitale d\u2019Italia. Con la caduta di Roma ha termine il potere temporale\u00a0 della Chiesa cui aveva dato il colpo di grazia, prima ancora dei cannoni, lo sviluppo del capitalismo operando come un esplosivo sul suo Stato feudale.<\/p>\n<p>Compiuta l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, il Vaticano cerca di disgregare dall\u2019interno il nuovo Stato, raccoglie intorno a s\u00e9 le forze dell\u2019aristocrazia nera, proprietaria di enormi estensioni di terra, svolge un\u2019intensa azione diplomatica anti-italiana, proibisce ai cattolici di partecipare alle elezioni e alla vita politica nazionale e fa propaganda di rivolta contro il nuovo assetto istituzionale tra le masse pi\u00f9 arretrate dei contadini.<\/p>\n<p>Vittorio Emanuele II viene scomunicato da Pio IX.<\/p>\n<p>Messa con le spalle al muro da tale politica, la borghesia italiana si presenta, inizialmente e per reazione a queste posizioni della Chiesa, come laica e anticlericale. Allorch\u00e9 per\u00f2 il movimento proletario e socialista si fa minaccioso, si creano le condizioni per un avvicinamento tra nuovi e vecchi gruppi dirigenti, quindi tra clericali e liberali.<\/p>\n<p>Il papa si rende conto del pericolo \u201c<em>rosso<\/em> \u201d e si affretta a condannare il movimento operaio con un\u2019enciclica che si scaglia contro le \u201c<em>associazioni sovversive che vogliono distruggere religione, famiglia, Stato e societ\u00e0 civile<\/em> \u201d e che rappresenta la premessa per il varo, vent\u2019anni dopo e per mano di Leone XIII, della pi\u00f9 nota enciclica antisocialista \u201c<em>Rerum Novarum<\/em> \u201d.<\/p>\n<p><strong>1870-1890<\/strong><\/p>\n<p>In <u>Russia<\/u> nasce, negli anni \u201870, il \u201c<em>populismo classico<\/em> \u201d e il rifiuto dello sviluppo capitalistico diviene un dogma per gran parte della giovent\u00f9 rivoluzionaria russa.<\/p>\n<p>Agli inizi degli anni \u201880 i primi marxisti russi, con in testa Plechanov, che ne \u00e8 il padre, polemizzano con i populisti e difendono il progresso capitalistico in quanto fase necessaria di evoluzione. I populisti considerano questi marxisti come apologeti camuffati dei capitalisti.<\/p>\n<p>Il populismo russo, che non a caso ha inizio proprio dopo la pubblicazione in Russia del primo libro de \u201c<em>Il capitale<\/em> \u201d, dovuta grazie agli stessi populisti, \u00e8 in sostanza una risposta al pensiero socialista occidentale.<\/p>\n<p>Di fronte al suo sorgere, Marx si pone nuovi interrogativi e il suo stesso pensiero subisce un cambiamento di prospettive.<\/p>\n<p>In funzione reagente alla \u201c<em>minaccia marxista<\/em> \u201d, in questi due decenni si sviluppa in Europa un vasto <u>movimento sociale cattolico<\/u> il quale fermenta a seguito degli scritti di Volgesang in Austria, di La Tour du Pin in Francia e di Giuseppe Toniolo in Italia. &#8230;&#8230;..<strong>.Continua<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tema della riflessione: (Parte 2) \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u201cIl faticoso cammino del movimento socialista e la mancata rivoluzione in Occidente\u201d. 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